CONTATTO E CAREZZE
Frederick. Leboyer afferma l’importanza del contatto con il corpo del bambino, attraverso il contatto delle mani il bambino capta tutto: il nervosismo o tranquillità, l’incertezza o la sicurezza, la tenerezza o la violenza. Sa se le mani lo desiderano. O se sono distratte, o se le rifiutano. DAVANTI A DELLE MANI premurose, AFFETTUOSE, IL BAMBINO SI ABBANDONA, SI APRE.
Davanti a delle mani rozze, ostili, si isola, si nasconde, si chiude. Lasciar riposare le mani sul bambino, delle mani che non devono essere inerti, distratte, assenti. Ma delle mani attente, vive, che inseguano il minimo sussulto del bambino. Mani leggere non autoritarie, che non chiedono nulla, che sono leggere, ma piene di tenerezza e di silenzio. Ci sono donne che hanno mani senza calore, senza vita, senza intelligenza. Ci sono donne che, immerse nelle proprie emozioni, soffocano, affogano letteralmente il proprio figlio. Quali mani devono sostenere il bambino? Quelle di sua madre, sempre che sappiano.....Ciò che non si insegna e che molto spesso si dimentica.
Il contatto e carezze producono effetti emozionali e viscerali sul nostro corpo. Dal p.v. psicologico, le carezze riducono la repressione sessuale e l’autoritarismo, facilitano l’integrazione all’identità e inducono ad un aumento dell’autostima. Quando una persona si sente amata e accarezzata da un’altra, rinforza il proprio senso di autostima e valorizza il proprio corpo come qualcosa di piacevole, capace di suscitare desiderio e donare piacere . Dal p.v. organico vengono avviati, assieme a queste reazioni, una serie di processi neuroendocrini che innalzano il tono vitale: numerose ricerche dimostrano che le carezze stimolano la produzione di ormoni che rinforzano il sistema immunitario, e contribuiscono altresì alla regolazione del tasso di ormoni sessuali e alla maturazione della sessualità in generale.
J.rof. Carballo evidenzia l’importanza delle carezze nella formazione della propria immagine corporea, nell’atto significativo dell’abbraccio. P. Schilder asserisce che nella struttura dello schema corporeo le zone erogene svolgono un ruolo molto importante : le repressioni subite durante la prima infanzia possono, generare zone cieche o insensibili.
La relazione del nostro corpo è condizionata dal contatto con l’altro: viviamo la nostra corporeità quando accarezziamo e siamo accarezzati.
In Biodanza consideriamo la funzione di contatto come terapeutica, poiché esso può dissolvere le tensioni muscolari croniche. La carezza, attiva, mobilita, trasforma e rafforza la nostra IDENTITA’, la quale si proietta nella pelle, che assieme alla muscolatura rappresenta il nostro limite corporale. Se quest’ultimo è insensibile, la nostra vera identità risulta alterata, occultata o incarcerata.
Se la muscolatura e la pelle formano un contenitore genuino, possiamo stringere vincoli autentici con le altre persone e con l’universo.
L’amore di coppia è l’incontro di due identità che creano e abitano, attraverso le carezze, un unico contenitore.
I disturbi dell’identità sono gli sforzi sbagliati per mantenere un contenitore che non ci contiene; si rinforza una corazza già rigida. In Biodanza , mediante la vivencia di contatto affettivo, mobilitiamo il contenitore della nostra identità, lo rendiamo evanescente e osmotico affinchè questa corazza si trasformi progressivamente, divenendo più adattabile. La pelle non serve solamente per separarci e proteggerci, ma anche per unirci agli altri, per fonderci con ciò che ci sia intorno.
E’ importante comprendere che il contatto meccanico, non è terapeutico. Esso deve avvenire all’interno di un processo progressivo di comunicazione affettiva e di empatia, raggiungere la qualità di carezza. In Biodanza, le vivencia di contatto affettivo durante un lieve stato di trance consentono ai partecipanti di riapprendere l’eros primordiale e di sensibilizzarsi alla propria capacità di accarezzare e di essere accarezzati.
Il contatto è l’azione terapeutica più importante. La nostra pelle è la soglia di un mistero meraviglioso. Nel contatto carico di intenzionalità affettiva, nell’atto di avvicinarsi che cerca l’intimità è racchiuso il circuito creatore dell’energia vitale.
Il Buon Contatto ha strumenti precisi ed efficaci per compiersi: l’Educazione affettiva, oggi inesistente, come elemento essenziale alla crescita e alla maturazione dell’individuo, che si apprende attraverso la progressività e i “giusti ritmi” ed il “prendersi cura”. Bisogna creare una società più matura, meno difensiva, più attenta e consapevole alla declinazione biologica degli affetti, che compia atti di quotidiano benessere nei luoghi di lavoro, nelle famiglie. Aiutare le coppie a scambiare Buon Contatto, i genitori ad essere presenti affettivamente alla crescita dei loro figli, aiutare chi abitualmente aiuta, affinchè chi si prende cura degli altri non sia assorbito dal disagio, dai ritmi di emergenza e della routine. La coscienza che un amorevole contatto fisico, più rispettoso e sensibile, sia d’importanza vitale per crescere, curare ed educare migliorando la qualità delle relazioni d’amore, d’amicizia e anche delle professioni di aiuto è ormai acquisita a livello scientifico. Siamo in tanti a desiderare una società empatica, più umana e sostenibile, soprattutto meno difensiva e violenta, nella quale coltivare il Buon contatto come un ingrediente fondamentale per la salute e la felicità.
STUDI E RICERCHE
La nostra società è repressiva, è una conquista presupporre un contatto.
Funzione del contatto come via terapeutica:
-aspetto storico-antropologico
-clinico-sperimentale.
Il Cristo ridona la vista ad un cieco, quindi indurre un cambiamento è necessario il contatto. Cerimonie di rinnovamento con contatto collettivo(popoli), animali tendenza al contatto corporeo così negli esseri umani. Gli studi di Harlow hanno dimostrato che la stimolazione tattile cinestesica è importante per lo sviluppo nei cuccioli delle scimmie.
Madri sostitutive (con una struttura di rame, con comportamento più nevrotico con biberon) altre scimmie ricoperta con pelle più cuccioli.
Altre scimmie avevano bisogno di una madre in movimento,
-cuccioli cresciuti con altri cuccioli maggior sviluppo rispetto a quelli con solo contatto con le madri, portavano vari disturbi nei comportamenti ludici, e di difesa. Stimolazione tattile cinestesica con madre e con compagni rivestiva una grande importanza, seno materno non solo un mezzo di nutrizione ma anche di stimolazione tattile e cinestesica.
Studi di Margareth Ribble, i bambini hanno bisogno di tre tipi di stimolazione sensoriale oltre all’attività nutritiva orale:
-stimolazione tattile (contatto) richiede contatto diretto tra madre-b(acc. Premere dolcemente)
-stimolazione cinestesica(mov.) cullare leggero
-stimolazione uditiva cantare, parlare al bambino.

